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Occhio al Cane!

by DOGINIT
Occhio al Cane!

Anche se i sensi più sviluppati del cane sono l’olfatto e l’udito, bisogna chiarire che anche la vista ha un ruolo fondamentale sia per la comunicazione che per la vita quotidiana dei nostri amici a quattro zampe.

Si può dire però, almeno in questa materia, che siamo più bravi noi… ma non in tutti gli argomenti!

Sicuramente siamo più bravi del cane per quanto riguarda la risoluzione: abbiamo quindi una vista più dettagliata e precisa della sua. Ad esempio, se noi mettiamo su un foglio due puntini vicini, lui li “fonde” in un unico punto.

Questo avviene perché, a differenza degli umani, il cane non riesce a mettere a fuoco oggetti a meno di 50 centimetri di distanza dai suoi occhi.

Inoltre abbiamo una capacità di distinguere i colori nettamente superiore: noi vediamo uno spettro di colori molto più ampio, mentre il cane distingue solo il giallo, il blu e una sfumatura di questi.

Per semplificare, un cane che guarda un arcobaleno vede un arco formato da grigio scuro, giallo scuro (quasi marrone), giallo chiaro, grigio, azzurro e blu scuro.

In realtà quindi, i cani da guida per i ciechi non distinguono il rosso e il verde dei semafori, ma imparano che quando si accende la luce superiore (rosso) devono stare fermi, e quando si accende quella inferiore (verde) possono passare.

I cani, anche se non hanno la possibilità di vedere i colori nella loro completa nitidezza, hanno un asso nella manica in merito alle capacità visive, infatti i loro occhi sono dotati di una pellicola posteriore,situata sulla retina,chiamata “tapetumlucidum” che concede di mettere a fuoco le figure in condizioni di scarsa luminosità e di sfruttare quel poco di luce che è presente, anche se è carente.

Ed è proprio per la presenza di questo tappeto lucido che gli occhi dei cani e anche dei gatti, se fotografati con il flash, ricordano i fari di un veicolo.

La loro migliore visione crepuscolare e notturna è dovuta anche alla maggiore presenza nella retina di bastoncelli rispetto a coni (i primi sono rilevanti alla visione in bianco e nero e con scarsa luminosità, i secondi a quella a colori e alla luminosità diurna).

Questa peculiarità oculare è tipica in generale della maggior parte dei mammiferi, mentre la vista dell’uomo è fondata più sui coni.

Gordon Walls, un importante studioso del Novecento dell’occhio e delle funzioni della vista, affermò che qualsiasi animale che è dotato di bastoncelli e che si trova in un ambiente semi-diurno è in grado di vedere tutti quei colori che la natura ci ha donato, e in questo il cane ne è un esempio.

Inoltre la vista dei nostri fedeli amici, a differenza di quella umana, è sensibile alla dinamica dei movimenti, infatti quando un cane si trova a molti metri da una persona o da una cosa, completamente immobile, questo non l’avverte.

La vista del cane, inoltre, ha un altro beneficio, ossia quello di riuscire a percepire in maniera più ampliata, grazie a un campo visivo molto maggiore rispetto a quello degli umani.

Mentre noi arriviamo ad avere un campo visivo massimo di 180 gradi, quello dei cani può raggiungere i 270 gradi.

L’ampiezza visiva è maggiore nelle razze a muso lungo e piatto, come i levrieri, che sono i campioni canini della visione panoramica: i loro occhi posti praticamente a lato della testa gli permettono di avere un campo visivo molto più ampio dei cani a muso schiacciato, che hanno invece gli occhi posti più frontalmente.

Anche se hanno quest’ulteriore tipo di vantaggio, non sono però in grado di attribuire la giusta distanza di una persona o di un oggetto, in quanto la loro visione binoculare è meno sviluppata.

L.C.

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